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Il Simposio di Minoa giardino delle meraviglie

Percorrendo la statale che collega Mazara del Vallo e Marsala si incontra un grande cartello luminoso, con un sole d' oro e un' indicazione: "Minoa sala trattenimenti". A tutta prima il cartello appare una comune segnalazione, simile a tante altre, da superare senza prestare troppa attenzione. Una freccia rossa indica di svoltare a destra, per immettersi in una strada laterale, costeggiata da un muro, niente di più. Superato il cancello, lo stupore: oltre quell' anonimo muro si trovano una scultura gigantesca e un giardino lussureggiante, pensati per fondersi in un «qualcosa» che travalichi la semplice idea di spazio funzionale, asservito a una attività imprenditoriale, e divenire l' attrattiva stessa dello spazio in cui sono stati inseriti. Una sintesi simbolica di immagini, legate alla Sicilia del "Pensiero creativo" di Arnaldo Pomodoro ed Ermanno Casasco: un momento di altissimo valore della loro opera. Il tufo, tipico elemento costruttivo siciliano, e il colore, giallo intenso a richiamare quello del sole, si impongono immediatamente. I raggi, le crepe, la sfera, linee architettoniche potenti e nervose che sembrano spezzarsi per un' onda d' urto d' origine tellurica, per lasciare intravedere le forme della modernità, il vetro e l' acciaio della struttura, nascosta, dalla grandiosità della scultura stessa. Un piccolo specchio d' acqua è adagiato ai suoi piedi, riflette sulle pareti le increspature di luce di ogni minimo alito di vento. Un largo viale d' accesso pavimentato, in pendio, è segnato da grandi esemplari di Chorisia speciosa e giunge all' ingresso principale della costruzione. Lo spazio antistante, il giardino, è diviso in due aree stilisticamente distinte: subito alla sinistra un vialetto corre in alto, come una passeggiata panoramica, lungo il perimetro del muro, mentre un secondo, poco più avanti, conduce a una serie di ondulazioni artificiali del terreno, ricoperte da un tappeto erboso molto curato, create con grandi movimenti di terra, dove crescono magnifici esemplari di Cocos plumosa, Trachicarpus fortunei, Myrtus communis, olivi, agrumi, lecci e Cycas revoluta. A destra, di fronte la grande sfera di pietra, le succulente, le Yucche, le Agavi, i Sedum, i grandi esemplari di Echinocactus grusonii, i Feroocactus, i Cereus, di tutte le dimensioni, le Opuntie nane, dai fiori multicolori, i cespugli di rosmarino e lavanda, ricordano un paesaggio arido, bruciato dal sole. Immagini inconsuete e contrastanti per le sensazioni che suscitano. Un doveroso ringraziamento va a quel gruppo di persone che ha creduto nell' idea del "Simposio" e che ne ha finanziato, con coraggio, la realizzazione e la manutenzione. Il "Simposio di Minoa" coniuga in modo mirabile arte, cultura e imprenditoria, tre mondi apparentemente separati e divergenti che in quel giardino e in quella scultura hanno trovato una loro sintesi.

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